Anche a te piacerebbe avere una casella email per il tuo brand personale con “@iltuodominio.it” ?

In questo articolo ti spiegherò – in 5 semplici passaggi – come attivare l’email con l’estensione del tuo dominio.
(e se sarai così paziente da leggere fino in fondo potrai ricevere un coupon di sconto)

PromoBulls è Registrar Autorizzato per il registro dei nomi a dominio .IT
Di solito i Registrar (come Aruba o altri) con un piccolo sovrapprezzo offrono un sistema di posta elettronica. Noi abbiamo deciso di non farlo. Il motivo è semplice quanto inusuale. Sappiamo che c’è un competitor che lo fa meglio, quindi abbiamo preferito consigliarti il suo servizio piuttosto che proporti il nostro. Si tratta di Google con la sua Gmail, la casella di posta elettronica più usata al mondo. Forse non lo sapevi, ma pagando meno di 4€ al mese puoi avere la tua casella di posta GMAIL con l’estensione del tuo dominio .IT. Si chiama GSuite, ed è un servizio professionale con il quale potrai divertirti a creare email come info@iltuodominio.it oppure consulenza@iltuodominio.it o reclutamento@iltuodominio.it o ancora assistente@iltuodominio.it etc. etc.. Puoi creare tutte le caselle di cui hai bisogno per il tuo business e gestirle da un unico pannello di controllo con estrema semplicità. Interessante, vero?

Se già hai un account con Gmail è superfluo che io ti parli di quanto sia comodo il loro servizio e – visto che una Gmail ce l’hanno tutti – eviterò di farlo.
È meglio che mi concentri su quello che, probabilmente, ancora non sai:

    1. Oltre all’email professionale, inclusi nel prezzo avrai altri servizi utili, tra cui:
      – Google Drive (la versione Google di DropBox)
      – Google Calendar professionale
      – Google Documenti (è simile Word, ma più comodo)
      – Google Presentazioni (come PowerPoint ma più semplice)
      – Google Fogli (simile a Excel ma… niente, è proprio come Excel) e molti altri programmi, tutti web-based, ben fatti e collegati tra loro.
    2. Per attivare la Suite ti basterà cliccare su questo link e scegliere uno dei piani a disposizione.
      Personalmente consiglio di attivare la versione Basic (4€), costa meno e offre tutto quello di cui hai bisogno. Se non dovesse bastare, potrai comunque fare un upgrade in seguito.
      Intanto procedi e goditi la prova gratuita di due settimane.
    3. Durante la procedura di registrazione ti verrà chiesto di inserire il tuo dominio .IT , metti quello che già possiedi e utilizzi per il tuo sito creato con PromoBulls.
      Inseriscilo senza errori e procedi come un treno.
      Quando arriverai alla schermata con il prezzo fermati, qui c’è lo spazio per inserire il codice promozionale.
      Di solito ce ne mandano sempre qualcuno, quindi se vuoi pagare il 20% in meno (lo sconto è solo sul primo anno) scrivi un commento e saremo felici di girarti il codice.
      Son solo 10€ risparmiati, ma spero tu possa apprezzare la disponibilità.
      Ora completa la procedura, forza.
    4. Bene. Non hai ancora finito però. La casella di posta non è ancora creata, manca un ultimo ma fondamentale passaggio.
      Google dovrà accertarsi che tu sia il reale possessore del dominio quindi ti chiederà di verificarlo. Scegli il metodo meta tag
      Copia l’intero codice di verifica che ti hanno assegnato ed entra come amministratore nel tuo sito web.
      Clicca sul tasto verde delle impostazioni e poi su </> script e tag e incolla il codice. Ricordati di salvare.
      Torna su Gsuite e fai clic su Verifica dominio e configurazione email o su Verifica.
      Se hai dubbi su qualche passaggio leggi il supporto di Google.
    5. Congratulazioni! Ce l’hai fatta, hai una email professionale che racconta di te, aggiorna tutti gli account social e il tuo sito. È molto più professionale, sai?
      Ma attenzione cenerentola, tutte le magie hanno un limite.
      La casella di posta è collegata al tuo dominio.
      Non rinnovandolo la tua casella di posta automaticamente smetterà di funzionare e la scintillante carrozza tornerà ad essere una zucca.
      Ma non lascerai che questo accada, vero?

 

Ah, dimenticavo di dirti una cosa importante.
È scientificamente dimostrato che attrarrai una buona dose di fortuna se la prima email con la nuova casella la manderai a noi di PromoBulls.
Festeggeremo insieme a te.

Un piccolo passo per l’uomo.
Un grande passo per il tuo personal branding ☺

Ciao!

Davide Di Berto
Amministratore Delegato
Business Coach Professionista ai sensi della legge 4/2013
Socio Membro ICF (international coaching federation)
Socio Membro AICP (associazione italiana coaching)
Formatore Professionista iscritto al Registro AIF (associazione italiana formatori)

 

White Friday – perché comprare a prezzo pieno ti farà diventare un consulente finanziario migliore

So poco o nulla di finanza, qui gli esperti siete voi. Ricordo che quando andavo a scuola la professoressa di economia aziendale chiamava il prezzo controvalore. Contro-valore, interessante parola. Fa pensare a una somma di denaro che viene scambiata per riconoscimento del valore di un bene o di un servizio, non trovate?

Se mi leggi, molto probabilmente sei un consulente finanziario. Un consulente finanziario che cerca in ogni modo di far percepire il valore della propria consulenza. Sei attento e fai di tutto per far si che il risparmiatore sia soddisfatto. Per questo ti senti ferito nell’animo ogni qualvolta un cliente non ti riconosce il giusto valore, quello che sai di meritare. Bene, sai cos’è il Karma? Il Karma (o legge di causa-effetto) stabilisce che ogni azione genera una forza energetica che ritorna a noi con la medesima intensità. In altre parole tutto torna. O quello che semini raccogli, insomma mettila un po’ come vuoi. Attendere il black friday per comprare gli articoli che desideri alimenterà il business dei grandi centri commerciali, che a loro volta influenzeranno il comportamento dei consumatori i quali, male abituati, non saranno disposti a corrisponderti il giusto prezzo per il tuo lavoro. Bell’autogol.

Dovrebbe bastarti questo a far chiudere questo diamine di blog e correre ad acquistare tutti i prodotti PromoBulls a prezzo pieno (per via del Karma, si intende), ma se proprio lo desideri puoi finire di leggere questo articolo con calma e poi dar libero sfogo alla tua carta di credito su questo sito.

Il Black Friday è un’usanza americana, l’ultimo ritrovato di consumismo importato da una nazione il cui presidente ignora i messaggi lanciati dagli scienziati di tutto il mondo riguardo al riscaldamento globale. Anche l’origine del black friday non è un gran che, sai? Se cerchi sul web ti fanno credere che si chiama così per via dell’inchiostro nero utilizzato nei registri di cassa per annotare i conti in attivo. Dopo tante giornate in rosso finalmente arriva l’ultimo venerdì di novembre e tutto diventa nero. Bello, molto bello. E pittoresco anche. Ma è solo storytelling creato ad arte per farti aprire il portafogli più volentieri. La verità è che il Black Friday nasce secoli fa, il giorno in cui – in vista dei preparativi di Natale – si svendevano gli schiavi africani. Black per via del colore della loro pelle.

Ma sì, chi se ne fotte dell’origine, quello è il passato. Finalmente oggi è il giorno degli sconti e puoi comprare di tutto. Vai al centro commerciale o su Amazon e metti nel carrello ogni cosa che puoi, anche se sai che non ti servirà mai, tu comprala lo stesso purché sia un vero affare. Purché sia vantaggioso per te e non per il produttore o per il negoziante.

Ora, aldilà della frase di Milton Friedman di cui abbiamo una gigantografia in ufficio, che recita “un Affare è un vero Affare quando tutte le sue parti ne traggono un beneficio”, riflettendoci bene (a meno che tu non sia un ricco ereditiere) il denaro che possiedi lo hai guadagnato in cambio del tuo tempo, che è una risorsa finita e non reintegrabile. Quindi stai acquistando prodotti che probabilmente non ti serviranno mai in cambio di una dose “scontata” del tempo che hai a disposizione su questo pianeta.
Ora non suona come un grande affare, non trovi?

L’anno scorso ho partecipato al black friday sia come cliente che come esercente, ma ho cambiato idea. Ho fatto una cosa che in questa Società si fa molto di rado, ho esercitato il mio diritto di ricredermi sebbene stamane la posta era invasa dalle tante richieste di sconti da parte del mio pubblico. Avrei potuto accettare di lavorare ancora al prezzo di costo in nome del consumismo, di far qualche soldino per coprire le spese fisse e intanto “farmi conoscere”. Ma ho preso una decisione , forse impopolare.
Ho fatto una scelta orientata – e spero orientanteverso il rispetto del lavoro di tutti.

Tu fai la tua.

Ciao

 

Davide Di Berto
Amministratore Delegato

Business Coach Professionista nel Rispetto della Norma UNI11601
Socio Membro ICF (international coaching federation)
Socio Membro AICP (associazione italiana coaching)
Formatore Professionista iscritto al Registro AIF (associazione italiana formatori)

 

 

 

 

 

 

Scegliere la web agency: perché una valutazione errata potrebbe costarti molto, molto caro

 

 

Se anche tu hai avuto a che fare con programmatori, webmaster o smanettoni del web probabilmente sai già di cosa sto parlando. La categoria delle web agency non è sempre ben vista perché spesso sfrutta l’ignoranza informatica del cliente per intortarlo e sfilargli qualche soldo in più dal portafogli. Non voglio generalizzare con questo articolo, la maggior parte dei colleghi lavora eticamente e porta avanti progetti eccellenti con dedizione e un approccio win-win dove tutti ne guadagnano qualcosa, cliente in primis. Ma non sempre. Leggi cosa mi è capitato oggi.

Caposaldo: il lavoro dei professionisti va ben remunerato.
Vale per i consulenti finanziari, come per i programmatori informatici, i grafici, i tecnici sistemisti e così via. Esistono però dei confini che sono delimitati dal limite invalicabile dell’etica e del buon senso. Ci sono dei conflitti d’interesse che non dovrebbero far vacillare l’integrità della persona, ma di questo magari ne parleremo in un altro articolo.  Torniamo alla storia.

Mi scrive un consulente finanziario. È cliente da anni, ha spesso frequentato i miei seminari e per questo è diventato anche un buon amico. Mi chiede quanto può costare da noi installare un certificato SSL (Secure Sockets Layer) ovvero uno speciale protocollo di sicurezza {se non ce l’hai Google segnala il sito non sicuro e ti penalizza. Una cosa brutta}. “Niente”, rispondo io. Da noi l’installazione è automatica e il certificato è già incluso nel canone di €200 annuali, iva compresa. Il consulente non sa cosa rispondermi. Whatsapp mi dice che sta scrivendo, poi non più, forse cancella. Silenzio. Capisco.
Chiedo quanto gli fosse stato preventivato.
Mi manda questo documento:

 

preventivo web agency

È la quotazione ricevuta dall’azienda che ha creato il sito e che è stata ben retribuita per questo. 255€ di sviluppo non li metto in discussione, è il corrispettivo sacrosanto a chi sa fare il suo lavoro e lo fa al posto tuo, sartorialmente. Quelle che mi stupiscono sono le altre voci. 1.300€ + iva per due anni di certificato SSL. Dovete sapere che questi certificati si acquistano e si installano, non vengono creati dalla web agency. Considerando che il prezzo di acquisto si aggira intorno ai 60€ annui, ecco la mia riflessione:

€ 120 per due anni di SSL
€ 255 per l’installazione una tantum del certificato
Totale di € 375 per 24 mesi di servizio

Quei 1.175€ (+iva) in più, cosa sono?
Quale valore aggiunto hai prodotto?

Ci sono politiche commerciali differenti. Qualcuno lavora in maniera sartoriale offrendo qualità allo stato puro ed è giusto che si faccia pagare bene. Quella che applichiamo qui è una politica sin troppo sbilanciata in favore dei consulenti finanziari e talvolta ne patiamo gli effetti.

Il problema sono gli altri.
Quelli che si travestono da estrosi creativi e non si fanno remore a metter su il cartellino con un prezzo esorbitante convinti che:

  1. il cliente non capisce
  2. facciamo un tentativo, forse paga
  3. non cambierà web agency, farlo è una gran scocciatura
  4. infondo un prezzo alto è percepito come “alta qualità”
Caro consulente finanziario ricorda che qui, in questo mercato fatto di professionisti e pseudo-tali,  non c’è la Consob. Sei tu l’unico organo di controllo. La prossima volta che chiedi un preventivo all’amico di tuo cugino mettiti sotto vento e senti se c’è puzza di bruciato perché magari in quel momento hai la sensazione di concludere un affare, ma domani sarai costretto a sottostare, a stare – sotto, a qualcuno che aggiunge uno zero a un preventivo solo perché gode di una posizione di vantaggio.
E sei stato tu a farlo mettere sopra.Scegli bene l’agenzia con la quale vuoi lavorare, un errore potrebbe costarti parecchio.
Telefona, parla a voce con le persone che la compongono, incontrale.
E guarda ai numeri, quelli dimostrabili.
Solo le agenzie serie resistono anni sul mercato e prosperano in esso.

E diffida – soprattutto – da chi ti fa grandi promesse.

Si dice che il mercato è democratico e che ognuno applica i prezzi che vuole.

Io spero sempre nella democrazia.


 

Davide Di Berto

CEO PromoBulls
Formatore e Business Coach Professionista

 

“Consulente: non pensare al gessato, scegli di essere umano” intervista di Davide Di Berto a Bluerating

Davide Di Berto

Davide Di Berto, CEO PromoBulls

Oggi più che mai abbiamo bisogno di persone in grado di Essere, non di apparire. Essere e saperlo comunicare.

Tratto da una intervista di Davide Di Berto scritta per Bluerating da Matteo Chiamenti

 

“Mi piace immaginare il consulente finanziario del futuro come un professionista dalla grande etica e umanità. Meno vestiti gessati, meno macchine di rappresentanza, più tempo dedicato alla famiglia e alla cura si sé”. E’ questo il pensiero di Davide Di Berto (nella foto), ceo di PromoBulls, società di formazione che dedica il suo impegno al mondo dei professionisti della consulenza finanziaria. Abbiamo fatto due chiacchere con lui sull’importanza del training e su quelle che dovrebbero essere le caratteristiche essenziali del consulente del futuro. Ecco cosa ci ha risposto.

Come si sta evolvendo, a vostro avviso, la domanda di formazione dedicata ai consulenti finanziari? Mifid 2 come potrà incidere in tal senso?

I consulenti finanziari iniziano ad avvertire forte l’esigenza di formarsi su nuove competenze trasversali.
Nuove perché fino a un paio di anni fa non erano richieste.
Trasversali perché non tecnico-finanziarie, ma utili a posizionarsi sul mercato, far percepire il proprio valore aggiunto, accrescere la propria autorevolezza.
MiFID2 è stata un catalizzatore che ha inciso fortemente su questo processo.
Prima il consulente era parte di un servizio “messo a disposizione dalla banca”, ma adesso che i costi sono espliciti, tutto cambia.
È stato questo cambiamento, a mio avviso, ad aver acceso nel CF il desiderio – e la necessità – di far percepire tutto il proprio valore al pubblico, a partire dai social network.

Come si caratterizza la vostra offerta formativa e cosa secondo voi la rende particolarmente appetibile per un professionista della finanza?

La nostra offerta formativa si basa proprio su questo. Lavorare esclusivamente per consulenti finanziari da oltre otto anni ci ha permesso di sviluppare una sensibilità tale da comprendere perfettamente il momento e i bisogni dei nostri clienti. Per questo il progetto formativo 2018 prevede un percorso che è iniziato con un grande evento intitolato “il Consulente Finanziario del Futuro” il 18 maggio scorso e si completerà con 4 Master, da qui a fine anno. Un percorso perché vogliamo accompagnare i consulenti moderni fino al raggiungimento di obiettivi ambiziosi attraverso le 4 tematiche trattate nei master, ovvero nell’ordine:

– social media management: utilizzare perfettamente Facebook e Linkedin
– content & video marketing: : creare contenuti attrattivi ed efficaci, anche in video
– brand positioning: posizionarsi sul mercato e far percepire valore
– vendita & top performance: convertire i prospect digitali in clienti in carne ed ossa

Alcune di queste materie vengono trattate anche da altre scuole in maniera egregia, ma noi abbiamo una value proposition importante. Tutto quello che viene erogato in termini di formazione è pensato e studiato esclusivamente per i consulenti finanziari, quindi non ci sono contenuti troppo generici o non applicabili. Questo è il vantaggio che – tra gli altri – PromoBulls è in grado di offrire.

Quali sono secondo voi le caratteristiche essenziali, sia a livello di competenze tecniche che di propensioni caratteriali, che un consulente finanziario moderno dovrebbe avere? Nei prossimi anni cambierà qualcosa?

Oltre alle competenze sopra elencate, personalmente, mi piace immaginare il consulente finanziario del futuro come un professionista dalla grande etica e umanità.
Meno vestiti gessati, meno macchine di rappresentanza, più tempo dedicato alla famiglia e alla cura si sé. In un mondo che gira forse troppo velocemente, bisogna avere il coraggio di rimanere centrati nella propria semplicità. Oggi più che mai abbiamo bisogno di persone in grado di Essere, non di apparire. Essere e saperlo comunicare, aggiungerei io.

 

Fonte: http://www.bluerating.com/banche-e-reti/541278/consulente-non-pensare-al-gessato-scegli-di-essere-umano

Real Time Marketing. Lo stai facendo dannatamente bene

Si chiama Real Time Marketing ovvero la capacità di un brand di sfruttare qualsiasi evento della vita reale a proprio vantaggio. Ultimamente grazie al genio creativo dei social media manager di Taffo Funeral Services, Ceres e Birra Peroni, Unieuro, Barilla ed altri marchi, anche in Italia questa modalità di comunicazione è diventata molto apprezzata dal pubblico, che interagisce e si diverte… a tutto vantaggio del Brand

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Caro CF, forse il cliente milionario non è per te

se non voli dove osano le aquile lascia perdere, si chiama selezione naturale ed è giusto così

Qualche tempo fa in un aula di Nuove Strategie a Roma un consulente finanziario ci ha raccontato di come è riuscito a fissare un appuntamento con un grandissimo imprenditore della sua zona (ci ha detto nel settore calzaturificio e al pari di Diego Della Valle) semplicemente scrivendo un messaggino su Messenger, la chat di Facebook. Questo famoso uomo d’affari gli accetta l’appuntamento in meno di 30 minuti. Qualche anno fa invece assistetti a una chiamata a freddo su un grandissimo imprenditore nel campo della pasta. Un nome noto a tutti, ve lo assicuro. Risultato? Appuntamento fissato. Questo cliente oggi ha circa 45 milioni investiti con il consulente in questione. Qualcuno penserà: “bel problema un cliente così grande”. Meglio averceli certi problemi. Comunque, torniamo a noi, da una ricerca statunitense è emerso che i personaggi ricchi e famosi sono ben disponibili a valutare offerte e proposte. Ma perché nessuno li contatta? E’ un po’ come con le bellissime donne, tutti fanno apprezzamenti da bar ma nessuno ha il coraggio di alzarsi, andare li e provarci davvero. Se ti trovassi difronte Belen Rodriguez faresti scena muta, o peggio apriresti bocca per dire delle fesserie immani e al massimo trovare il coraggio per chiedere un selfie che poi posterai sui social dicendo “ha insistito per farsi una foto con me”. Solo l’idea di ricevere un troppo probabile due di picche ti fa perdere lucidità e desistere da quella splendida opportunità. E  tu, quando hai smesso di crederci?

Hai preso dei NO che ti hanno inibito o non hai mai provato a puntare in alto? Se vorresti ma non sai come fare ti consiglio di investire in formazione ed essere disponibile a migliorare te stesso/a, ma se già conosci il nome di quel cliente che potrebbe cambiarti la vita, perché non lo contatti? Cosa ti impedisce di alzare quella fottuta cornetta adesso?

I tuoi atteggiamenti limitanti, sono loro i veri responsabili di una carriera tarpata.

Eccone alcuni:

  1. figurati se un cliente del genere sta ad aspettare a me, chissà quanti CF gli ronzano attorno
  2. da un cliente del genere non posso andare con i prodotti che vendo di solito alle commissioni proposte di solito
  3. la mia banca/manager non mi supporta abbastanza
  4. non mi risponderà mai
  5. mi risponderà malissimo e io ci starò male
  6. la segretaria mi filtrerà e mi etichetterà come spam
  7. sono troppo giovane per un cliente così
  8. sono troppo vecchio per un cliente così
  9. se mi dovesse dare un appuntamento non saprò gestire l’emotività
  10. e poi cosa gli dico? Non sono sufficientemente preparato. Già mi sudano le mani…

e via così… potrei continuare a lungo.

Se ti sembra di non avere alcun atteggiamento limitante ti consiglio di fare un’approfondita ricerca introspettiva perché se non sei il consulente finanziario numero uno al mondo qualche atteggiamento limitante ce l’hai anche tu, come tutti.

La mente NON sa riconoscere la verità dalla bugia e il vostro dialogo interno plasma profondamente i vostri comportamenti professionali. Il problema può essere risolto con alcune tecniche di Autoconsapevolezza Emotiva e se la cosa vi incuriosisce possiamo parlarne in un altro articolo o in uno dei miei video.

Puoi diventare il professionista che vuoi essere, se sai come farlo.

16 e 17 Settembre in Abruzzo faremo un meraviglioso corso di Mindfulness applicata alla consulenza finanziaria. La straordinaria Annalisa Corti sarà una coach d’eccellenza. L’evento è già SOLD-OUT. Saremo in una location pazzesca, seguici sui social.

Il punto J non è una roba sessuale, ma in qualche modo precede il punto G dei consulenti finanziari

Parliamo di lavoro e della difficoltà che incontri di solito nel fare qualcosa di nuovo, di prendere una nuova abitudine, di utilizzare un nuovo software (come PromOffice ad esempio) e pur sapendo che quella novità ti porterà grandi benefici nel medio-lungo periodo sostanzialmente va a finire quasi sempre che dai forfait e abbandoni. Ma perché?

Perché non conosci la regola del Punto J in quanto, se la conoscessi, capiresti che c’è un punto di difficoltà da superare in ogni cosa nuova che fai. Immagina una J, quello è il tuo percorso. Quando parti non cresci, anzi peggiori! Gli sportivi sanno bene che durante l’allenamento dapprima si peggiora e in quella fase, se non sei preparato, corri il rischio di rimanere deluso degli sforzi fatti e mollare tutto. Molliamo prima di iniziare a risalire la curva della J.

Come migliorarsi e risolvere il problema?

  1. prendere consapevolezza che il punto J è normale
  2. accettare e normalizzare il punto J con tutti i membri del proprio Team
  3. chiedersi qual’è la propria paura

Bisogna essere sinceri sui propri punti di debolezza, guardarsi dentro e con delicatezza portare alla luce ciò che ci spaventa rimanendo nella consapevolezza che il punto J è completamente normale per tutti e che è proprio quando si è giù che può solo andare meglio.

Anche se non vedi risultati immediati, non perdere l’entusiasmo. Continua ad allenarti

Brand Positioning

Quando pensai di creare una web agency mi feci una domanda. Una chiara e semplice domanda: “posso diventare la web agency numero uno in Italia?” e la risposta che ottenni mi scoraggiò. Non ci sarei mai riuscito obiettivamente. Non volevo tarparmi le ali né impormi dei pensieri limitanti, ma ero sinceramente consapevole che, senza il becco di un quattrino, non potevo di certo competere con delle multinazionali quotate in borsa. Quello era l’anno in cui 1&1 pubblicizzava sulle reti Mediaset la possibilità di creare un sito a soli 9 euro mensili. Avevano già monopolizzato mezza Europa e ora avevano l’Italia nel mirino. Rimasi qualche giorno fermo, poi feci la mia prima mossa sensata: trovai una nicchia di mercato, quella dei consulenti finanziari. Mi rifeci la domanda: “posso diventare la web agency numero uno in Italia per consulenti finanziari?” e stavolta la risposta era un grande, enorme, gigantesco Sì. Questo è il primo step delle migliori strategie di brand positioning del mondo. Ma non pensate a quanta scaltrezza avessi, sarebbe piaciuta anche a me, la verità è che avevo fatto tutto nella totale mancanza di consapevolezza. Ignoravo persino il significato del termine Brand Positioning. Le strategie le ho studiate solo in seguito, scoprendo con mia grande sorpresa di essere una cintura nera e gongolando un po’.

E tu, consulente finanziario.

Tu hai trovato la tua nicchia?

Potrai diventare il consulente finanziario numero uno d’Italia? Forse no, ma potresti essere il consulente finanziario numero uno d’Italia per i gli albergatori della riviera romagnola, o per i produttori di mozzarella di bufala campana, o per le startup, per l’Arma dei Carabinieri,  per i calciatori o per gli influencer. Insomma potresti essere etichettato il numero uno in una specifica nicchia di settore.

Ovviamente è un lavoro duro, conosco la strada.

Perché è necessario? Perché nel 1970 ogni singolo cittadino italiano le azienda spendevano in mendia 93€ in pubblicità. Nel 1980 eravamo già passati a 239€ di spesa procapite. Nel 2017 le aziende hanno speso 637€ di pubblicità all’anno. Per persona, ovviamente. Questo significa che il mercato è diventato molto più difficile e competitivo, primo problema.

Secondo problema: c’è troppa informazione, piaga della nostra società, ma ne parliamo un’altra volta. Il dato che adesso ci interessa è che ogni 3 secondi vengono scritti 35.000 post e 25.000 commenti su Facebook. Ogni 3 secondi vengono aperti 3 nuovi blog e pubblicati circa 75 articoli, proprio come questo.

Amico mio hai un’unica possibilità di essere considerato in tutto questo marasma: devi diventare il numero uno!

E se non puoi farlo in linea generale, trova una nicchia di mercato che te lo permetta.

Se non conosci la strada posso mostrartela.

My2Cent

DdB

L’ingrediente più importante per i consulenti finanziari

Il catalogo della tua banca è ormai molto simile a quello della banca affianco. Ogni mercato sta diventando ad architettura aperta, quindi non potrai avere alcun vantaggio competitivo dai prodotti finanziari che vendi. L’ingrediente più importante per la consulenza finanziaria è il consulente finanziario. In altre parole, sei Tu. Per questo PromoBulls è alla costante ricerca di tecniche per lo sviluppo di competenze trasversali che possano aiutarti a potenziare te stesso.

Una di queste è la Mindfulness, una parola inglese che vuol dire consapevolezza ma in un senso particolare. Non è facile descriverlo a parole perché si riferisce prima di tutto a un’esperienza diretta. Deriva dagli insegnamenti del Buddismo, dello Zen, e dalle pratiche di meditazione, ma solo nell’ultima decade si è riscoperta come pratica utile ai professionisti che vogliono aumentare la performance lavorativa. Bastano 12 minuti al giorno per 90 giorni per registrare un cambiamento neuronale e riattivare l’assopito meccanismo di produzione di materia grigia. Se non lo avessi ancora capito chi pratica la consapevolezza ha una massa cerebrale maggiore. Lo conferma la neuroscienza. Ti interessa?

Attori, atleti, CEOWall Street brokers, dirigenti di banche come Barclays, Deutsche Bank, o istituti come Goldman Sachs praticano la Mindfulness perchè aumenta la produttività e la vitalità della persona, giovando simultaneamente ad uno stato di benessere fisico, emotivo e mentale. Aziende come Google hanno creato nelle proprie sedi aree attrezzate per la pratica della consapevolezza, altre come SalesForce hanno ingaggiato monaci tibetani che insegnano ai loro manager l’Arte del Sè.

Stiamo lavorando per Voi, organizzando un evento per pochissimi, selezionati consulenti finanziari.

La vendita avverrà esclusivamente per invito.

Non dirlo in giro!

L’ingrediente più importante per la consulenza finanziaria è il consulente finanziario.

In altre parole, sei Tu.

La storia dei post-it

Chi non conosce i post-it?

Quello che probabilmente non conosci è la storia della loro invenzione. Spencer Silver era un ricercatore della 3M, azienda americana capace come poche di valorizzare i suoi dipendenti. Quando si facevano sperimentazioni nella 3M non esistevano errori, ma solo nuove opportunità. Spencer lavorava nel laboratorio del Minnesota a una nuova sostanza collosa che sarebbe dovuta essere particolarmente forte, ma le ricerche non andavano affatto bene e dopo vari tentativi ottenne un adesivo molto leggero. Rispettivamente al compito da svolgere Spencer aveva fatto un completo disastro, ma l’azienda non ne fece una tragedia, chiedendo al Dr. Silver di condividere con i colleghi i risultati di quella ricerca affinché, probabilmente, a qualcuno sarebbe venuto in mente come utilizzare quella colla poco appiccicosa. Ecco come nasce uno dei prodotti più venduti della storia. Non nasce da un errore, non solo, nasce dalla capacità aziendale di vedere gli errori come grandi opportunità. Qualche anno dopo, Art Fry, un altro ricercatore della 3M stava litigando con un segnalibro che non voleva stare al suo posto e gli tornò in mente l’adesivo nato per errore nel laboratorio di Spencer. Sarebbe stato perfetto per farci un segnalibro. La cultura aziendale di collaborazione e condivisione è spesso latitante nelle reti di consulenza finanziaria. Manteniamo segreti gli errori per essere additati e derisi, manteniamo segreti i successi per non essere copiati o addirittura superati. Ci limitiamo a curare il nostro orticello. Le banche e noi, dovremmo promuovere una cultura aziendale che incoraggia e premia coloro che si danno sostegno reciproco, che provano, sperimentano e condividendo ogni scoperta. Quando le persone si fidano e sono pronte a condividere successi e fallimenti il risultato è l’innovazione.

Sempre.